Le 26mila bombe di Obama nel 2016: cosa c’è dietro

Pubblicato: 09/01/2026, 16:14:292 min
Scritto da
Redazione
Categoria: In evidenza
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Le 26mila bombe di Obama nel 2016: cosa c’è dietro
Come l’amministrazione Obama ha condotto migliaia di attacchi aerei e con droni in sette Paesi facendo leva sui poteri esecutivi post‑11 settembre

Nel 2016 gli Stati Uniti sotto Barack Obama hanno sganciato oltre 26.000 bombe in almeno sette Paesi

I numeri delle bombe: da dove nasce la cifra 26mila

La cifra delle oltre 26.000 bombe sganciate nel 2016 sotto la presidenza Obama non proviene da una singola fonte ufficiale, ma da stime che incrociano dati del Pentagono, rapporti indipendenti e analisi di gruppi di monitoraggio dei conflitti. Organizzazioni come Airwars e il Bureau of Investigative Journalism hanno ricostruito il volume complessivo delle sortite aeree e degli attacchi con droni, concentrati soprattutto in Siria, Iraq, Afghanistan, Yemen, Somalia, Libia e Pakistan. L’ordine di grandezza – decine di migliaia di munizioni esplosive in un solo anno – evidenzia quanto la guerra a distanza sia diventata centrale nella strategia statunitense.

Secondo le stime, il 2016 è stato l’anno di picco della campagna contro l’ISIS in Iraq e Siria, in cui la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha intensificato l’uso di bombardamenti per riconquistare città come Mosul e Raqqa. Dati raccolti da Airwars mostrano migliaia di strike solo in questi due teatri, mentre operazioni parallele continuavano in Afghanistan e in aree considerate "fronti secondari" come Yemen e Somalia. In questo contesto, la cifra delle 26.000 bombe appare plausibile come somma di munizioni guidate, missili e altre armi sganciate o lanciate da aerei e droni.

È importante distinguere tra il numero di "bombe" e quello di "strike": un singolo attacco può implicare il rilascio di più ordigni, e le fonti spesso riportano il conteggio degli strike, non delle munizioni complessive. Il Bureau of Investigative Journalism documenta, ad esempio, 563 strike segreti con droni in Pakistan, Yemen e Somalia durante i due mandati di Obama, a cui si sommano migliaia di attacchi condotti apertamente dal Pentagono in Iraq, Siria e Afghanistan. La somma di questi dati suggerisce che la soglia delle 26.000 bombe nel solo 2016, pur non ufficiale, sia coerente con l’intensità complessiva delle operazioni militari.

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