La liberazione di due cittadini italiani detenuti in Venezuela ha riportato sotto i riflettori il caso di Alberto Trentini
Due italiani liberi a Caracas: cosa cambia per il dossier Venezuela
La notizia della liberazione di due cittadini italiani detenuti in Venezuela segna un momento di svolta simbolica in un contesto segnato da anni di tensioni politiche e casi irrisolti di prigionieri con doppia cittadinanza. Secondo quanto ricostruito da organizzazioni che monitorano la sorte degli italiani incarcerati nel Paese, i connazionali rientrati in libertà facevano parte di un gruppo di una decina di detenuti su cui la Farnesina aveva acceso da tempo un faro, insieme al caso più emblematico, quello del cooperante veneto Alberto Trentini, ancora sotto custodia a Caracas.HostageAid
La liberazione dei due italiani viene letta dagli osservatori come un possibile segnale di apertura delle autorità venezuelane sul fronte dei detenuti stranieri, dopo anni in cui la detenzione di cittadini con doppia nazionalità è stata denunciata da esperti e ONG come una vera e propria “politica degli ostaggi”. Un’analisi pubblicata dalla stampa italiana ha evidenziato come, in più occasioni, il fermo di stranieri sia stato utilizzato per esercitare pressione politica o negoziare vantaggi diplomatici con i Paesi di origine.Il Foglio
Per l’Italia, questo sviluppo rappresenta al tempo stesso un successo parziale e un richiamo alla prudenza. Da un lato, dimostra che il lavoro di tessitura diplomatica – dalle convocazioni del chargé d’affaires venezuelano alle interlocuzioni multilaterali in sede europea – può produrre risultati concreti. Dall’altro, il permanere in carcere di altri connazionali, a partire da Alberto Trentini, conferma che il dossier resta aperto e che la liberazione di pochi non garantisce automaticamente un cambio strutturale nell’atteggiamento di Caracas verso i detenuti stranieri, né una rapida soluzione per tutti i casi ancora irrisolti.analisi
