Anche un singolo episodio di binge drinking può danneggiare in modo immediato la barriera intestinale
Cos’è il binge drinking e perché colpisce subito l’intestino
Con il termine binge drinking si indica il consumo di grandi quantità di alcol in poco tempo, tipicamente almeno quattro drink per le donne e cinque per gli uomini nell’arco di circa due ore, come ricordato da un recente approfondimento del Beth Israel Deaconess Medical Center disponibile su BIDMC. Questo pattern di consumo, molto diffuso tra adolescenti e giovani adulti, provoca picchi di alcol nel sangue difficili da gestire per l’organismo. L’intestino è uno dei primi organi a subirne l’impatto, perché è la porta d’ingresso delle bevande alcoliche e ospita la complessa barriera che separa il contenuto del lume intestinale dal resto del corpo.
Secondo gli esperti, anche un singolo episodio intenso può indebolire il rivestimento dell’intestino tenue, favorendo il passaggio nel sangue di batteri e tossine, il cosiddetto fenomeno del “leaky gut” o intestino permeabile, descritto in dettaglio nell’analisi di BIDMC. Non si tratta solo di un malessere passeggero: la barriera intestinale danneggiata può innescare una risposta infiammatoria sistemica che dura anche oltre la scomparsa dei sintomi della sbornia. Alcuni studi suggeriscono che l’attivazione di specifiche cellule immunitarie e di mediatori dell’infiammazione giochi un ruolo chiave in questo processo.
Una revisione divulgativa italiana evidenzia come i danni possano comparire già dopo pochi giorni di episodi ripetuti e non solo dopo anni di abuso cronico, come riportato nell’articolo “Binge drinking e danni intestinali” su Paolo Berretta. L’idea che “tanto è solo per una sera” viene quindi messa in discussione dalle nuove evidenze: anche brevi abbuffate di alcol possono essere sufficienti a disturbare il delicato equilibrio tra barriera intestinale, sistema immunitario e microbiota. Comprendere questa relazione è il primo passo per ridurre i rischi, soprattutto nelle fasce di età in cui il consumo episodico eccessivo è più frequente.
