Per anni una donna è stata sottoposta a chemioterapia per un tumore che in realtà non esisteva
Il caso di Pisa: anni di chemio per un tumore inesistente
La vicenda della paziente toscana sottoposta per anni a chemioterapia, pur non avendo alcun tumore, ha scosso l’opinione pubblica e il mondo sanitario. Secondo quanto riportato da Tgcom24, alla donna era stato diagnosticato inizialmente un linfoma non Hodgkin, ipotesi che ha portato all’avvio di pesanti terapie antitumorali. Solo una nuova biopsia, eseguita anni dopo in un altro centro, ha definitivamente escluso la presenza di un tumore, dimostrando che quelle cure non erano mai state necessarie.
La Corte d’Appello di Firenze ha condannato l’azienda ospedaliera coinvolta a un maxi-risarcimento di oltre 460mila euro, riconoscendo il nesso tra l’errore diagnostico e i danni subiti dalla paziente. Come ricostruito anche da Leggo, la donna, allora 47enne, ha affrontato anni di trattamenti con chemioterapia, cortisone e steroidi, con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche associate. Per la giustizia, l’ipotesi di linfoma non era adeguatamente supportata da esami, visite e sintomi.
Il caso, pur eccezionale nella sua gravità, mette in luce criticità note nel percorso diagnostico oncologico: l’interpretazione di esami complessi, la gestione di quadri clinici ambigui e l’importanza di rivalutare le diagnosi in presenza di dubbi. Le cronache di Tgcom24 sottolineano come la consulenza tecnica disposta dal tribunale abbia stabilito che mancavano i presupposti clinici per avviare una terapia così invasiva. Ciò apre un confronto delicato tra responsabilità individuali, limiti della medicina e necessità di sistemi di controllo più robusti.
