Un account con spunta blu vicino all’area MAGA ha diffuso una presunta foto della sparatoria di Minneapolis che si è rivelata falsa. L’episodio mostra come l’autorevolezza apparente di un profilo verificate possa amplificare la disinformazione in contesti di cronaca calda. In questo articolo analizziamo come è nata la fake
L’episodio: dalla sparatoria al tweet virale
Secondo la ricostruzione di Bufale.net, poche ore dopo la sparatoria avvenuta a Minneapolis un account con spunta blu riconducibile all’area MAGA ha pubblicato una foto che pretendeva di mostrare gli autori dell’attacco, rafforzando da subito una lettura politica e ideologica dell’evento. Il post, accompagnato da un commento che lasciava intendere un legame con determinate frange di attivismo, è stato rilanciato rapidamente da altri profili con un forte seguito, contribuendo a trasformare una semplice immagine non verificata in una “prova” percepita da migliaia di utenti.
Nel video originale della sparatoria, come ricorda la stessa analisi di Bufale.net, si vedono due uomini a volto coperto in un contesto scarsamente illuminato, in cui è estremamente difficile identificare con certezza i soggetti coinvolti. La foto diffusa dall’account MAGA, invece, mostrava volti nitidi e riconoscibili, incompatibili con la qualità delle riprese iniziali, un primo indizio forte della manipolazione. Nonostante queste discrepanze, l’immagine è stata accolta da molti utenti come documentazione reale, complice la rapidità con cui si cercano conferme emotive in situazioni di paura.
La velocità del ciclo informativo sui social ha fatto sì che, prima ancora che le autorità e i media locali potessero fornire dettagli verificati, la narrazione visiva fosse già in gran parte orientata dal contenuto falso. Come spesso accade in questi casi, alcuni siti di notizie e commentatori politici hanno ripreso la foto senza controlli approfonditi, amplificando ulteriormente la sua diffusione. Solo in un secondo momento il lavoro di verifica svolto da piattaforme di fact-checking come Snopes e specialisti italiani ha iniziato a ridimensionare l’impatto della fake, ma il danno reputazionale per i soggetti impropriamente associati alla sparatoria era ormai avvenuto.
