Scambio di prigionieri: chi è davvero Laurent Vinatier?

Pubblicato: 08/01/2026, 15:41:262 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Scambio di prigionieri: chi è davvero Laurent Vinatier?
La liberazione del ricercatore francese in un delicato gioco diplomatico tra Mosca

La Russia ha liberato il ricercatore francese Laurent Vinatier nell’ambito di uno scambio di prigionieri che coinvolge anche il giocatore di basket russo Daniil Kasatkin

Il caso Vinatier: dall’arresto alla liberazione

Il ricercatore francese Laurent Vinatier, 49 anni, è stato arrestato in Russia nel giugno 2024 e condannato a tre anni di carcere per non essersi registrato come cosiddetto “agente straniero”, un’etichetta che Mosca applica sempre più spesso a critici e operatori indipendenti della società civile, come riportato da The Moscow Times. Secondo le autorità russe, la violazione formale riguardava l’attività di consulenza e mediazione in contesti di conflitto svolta da Vinatier per un’organizzazione non governativa con sede in Svizzera. Parigi aveva fin dall’inizio definito il procedimento sproporzionato, sottolineando il carattere non politico del suo lavoro.

Nel corso della detenzione, su Vinatier sono state avanzate ulteriori accuse di spionaggio che, se confermate, avrebbero potuto portare a una pena fino a vent’anni di reclusione, accuse che la diplomazia francese ha bollato come infondate e strumentali, come riferito anche da France 24. La prospettiva di un processo per spionaggio aveva alimentato timori per un inasprimento del suo caso, inserendolo nel quadro più ampio di tensioni tra Russia e Paesi occidentali. L’annuncio di un’offerta russa a Parigi per uno scambio era arrivato già settimane prima, facendo intuire che il destino del ricercatore sarebbe stato legato a un accordo politico.

La liberazione di Vinatier è avvenuta nell’ambito di uno scambio di prigionieri con la Francia, confermato dal Servizio di sicurezza federale russo (FSB) e ripreso da testate internazionali come The Moscow Times e France 24. Le immagini diffuse dai media russi mostrano il ricercatore sorridente mentre lascia il carcere e sale su un aereo, segno che la trattativa tra Mosca e Parigi è giunta a compimento. Per la Francia, il suo rientro rappresenta un risultato diplomatico, ma solleva anche interrogativi sui compromessi necessari per riportare a casa i propri cittadini detenuti all’estero.

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