I fratelli Duffer affrontano le domande divisive sul finale di Stranger Things 5, chiarendo il sacrificio di Undici, il destino della Dottoressa Kay e la scena di Will, tra review bombing e buchi di trama.
Il sacrificio di Undici: una scelta originale
I fratelli Duffer hanno rivelato che il sacrificio di Undici era il finale pensato fin dall'inizio per Stranger Things, quando la serie era concepita come miniserie. Matt Duffer ha spiegato in un'intervista a Deadline che questa conclusione è stata meditata a lungo, rappresentando un culmine emotivo per il personaggio.
Questa decisione narrativa sottolinea la profondità del percorso di Undici, chiudendo un arco iniziato anni prima. I creatori hanno enfatizzato come il sacrificio non sia un colpo di scena improvviso, ma un elemento radicato nella struttura originale della storia, evitando forzature.
Nonostante le polemiche, i Duffer difendono la scelta come essenziale per il tono epico della serie, lasciando ai fan l'interpretazione del suo impatto emotivo sul gruppo di Hawkins.
Il destino della Dottoressa Kay e dell'esercito
Una domanda controversa riguarda il destino della Dottoressa Kay, sopravvissuta senza apparenti conseguenze. Ross Duffer ha chiarito che eliminarla non avrebbe alterato la trama, definendola un 'cattivo ricorrente' più insidioso del Dottor Brenner, come un'erbaccia che rispunta sempre.
Per quanto riguarda l'esercito, i Duffer ipotizzano uno smantellamento graduale delle operazioni dopo 18 mesi, senza più minacce dal Sottosopra o da Undici. Questa spiegazione risponde ai dubbi sui buchi di trama, confermando che la narrazione si concentra sui protagonisti principali.
La scelta di non uccidere Kay rafforza il tema della persistenza del male governativo, un elemento ricorrente che i creatori volevano mantenere ambiguo per stimolare riflessioni.
La scena di Will: backlash e difesa dei Duffer
La scena in cui Will Byers esprime i suoi sentimenti ha scatenato review bombing omofobo, ma i fratelli Duffer la difendono come cuore tematico della serie. Ross Duffer la descrive come un gesto politico e simbolico, l'ultimo 'vaffanculo' a Vecna.
Matt Duffer sottolinea che l'arco di Will culmina in autoaccettazione e coraggio, costruito in nove anni di narrazione. I creatori ammettono di non aver previsto l'odio, ma rivendicano la storyline come parte integrante di Stranger Things fin dall'inizio.
Questa difesa rafforza l'identità della serie, che non arretra di fronte alle critiche, priorizzando messaggi di inclusione e resistenza al male soprannaturale.
Buchi di trama e lo spettacolo teatrale
Riguardo al presunto buco su Hopper e Joyce, i Duffer in un'intervista a Variety spiegano di aver evitato una scena esplicita per non confondere chi non ha visto lo spettacolo teatrale su Henry Creel. Ross conferma che la conversazione è avvenuta off-screen.
La pièce teatrale approfondisce il passato di Henry dopo l'infezione dal Mind Flayer, ma la quinta stagione è autonoma. Matt Duffer assicura che la trama sarebbe stata identica senza l'opera, mantenendo coerenza narrativa.
Queste chiarificazioni placano parte delle critiche, dimostrando come i Duffer abbiano bilanciato complessità e accessibilità, lasciando spazio all'immaginazione del pubblico.
