Massimo Ambrosini, in un'intervista esclusiva, spiega perché Rafael Leao non può interpretare il ruolo di centravanti puro e insiste sull'importanza di coinvolgere Adrien Rabiot in zona gol per migliorare l'attacco rossonero.
Le parole di Ambrosini su Leao
Massimo Ambrosini, ex capitano del Milan, ha chiarito le aspettative su Rafael Leao. L'attaccante portoghese non è un '9 puro' e non va forzato in quel ruolo, secondo l'ex centrocampista. Leao eccelle negli spazi aperti e nelle ripartenze, ma fatica come prima punta in partite chiuse.
Ambrosini ha espresso dubbi sulla compatibilità di Leao con Christian Pulisic senza un vero centravanti. Nel contesto del derby contro l'Inter, ha definito ideale il duo per sfruttare gli spazi, ma ha posto un punto interrogativo sul 'chi fa il 9'. Questo approccio tattico di Allegri richiede flessibilità offensiva.
L'analisi di Ambrosini si basa sull'osservazione delle partite recenti, dove Leao ha mostrato lacune in fase difensiva ma potenziale enorme in contropiede. Non forzarlo come centravanti puro potrebbe ottimizzare il suo contributo al Milan.
Rabiot, l'insostituibile a centrocampo
Adrien Rabiot è descritto da Ambrosini come un elemento speciale per il Milan. Il francese porta spessore internazionale, esperienza e una copertura di campo unica tra i centrocampisti italiani. La sua capacità di leggere i momenti della partita lo rende indispensabile.
Ambrosini insiste: Rabiot va coinvolto di più in zona gol. Non solo regia e interdizione, ma anche inserimenti offensivi per aumentare la pericolosità rossonera. Da quando gioca titolare, il Milan ha vinto tutte le partite in campionato e Coppa Italia.
Questa visione deriva dall'evoluzione di Rabiot sotto De Zerbi, migliorato tecnicamente e tatticamente. Per Allegri, rappresenta il giocatore che evita superficialità, aiutando a gestire vantaggi contro squadre minori come Pisa e Parma.
La fase offensiva del Milan di Allegri
La forza del Milan sta nel creare molto con poco, soprattutto nelle big match, come contro la Roma. Ambrosini nota che la squadra soffre tratti ma capitalizza superiorità brevi con tante palle gol, mantenendo attenzione difensiva.
Dubbi principali riguardano l'attacco senza un '9' definito. Coppie come Leao-Pulisic o Leao-Nkunku sono incognite contro difese chiuse. Ambrosini non vede Leao a suo agio lì, meno ancora di Nkunku.
Per il derby, Ambrosini prevede spazi per ripartire contro l'aggressività dell'Inter di Chivu. Qui Leao e Pulisic possono brillare, ma serve chiarire ruoli per evitare incertezze offensive.
Prospettive future per il Milan
Ambrosini elogia la gestione di Allegri nelle partite grandi, contrapposta a cali con le piccole. Rabiot aiuta a 'stare sul pezzo', riducendo errori individuali che hanno causato gol subiti.
Coinvolgere Rabiot in zona gol potrebbe risolvere parte dei problemi offensivi. Il suo completamento tecnico lo rende adatto a interpretare spazi moderni, potenziando l'attacco rossonero.
In un campionato senza squadre perfette, le caratteristiche del Milan – efficienza con poco e attenzione – sono un'arma. Ambrosini invita a non sovraccaricare Leao di compiti da centravanti, ottimizzando il collettivo.
Conclusioni e analisi tattica
L'intervista di Ambrosini evidenzia equilibri delicati nel Milan. Leao resta un'arma letale in ruoli naturali, mentre Rabiot deve evolvere verso contributi gol.
La tattica di Allegri beneficia di elementi come Rabiot per stabilità, permettendo isolamento di attaccanti senza grossi danni difensivi. Focus su fase offensiva è chiave.
Prospettive positive se si chiariscono ruoli: più gol da Rabiot, Leao libero di accelerare. Questo approccio può spingere il Milan verso obiettivi alti.
