Putin Sotto Scacco: Il Venezuela Svela il Limite Russo

Pubblicato: 05/01/2026, 10:19:395 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Putin Sotto Scacco: Il Venezuela Svela il Limite Russo

Il Crollo dell'Alleato Chiave e l'Erosione dell'Influenza

La recente evoluzione degli eventi in Venezuela, culminata in scenari che vedono l'indebolimento o la potenziale caduta del regime di Nicolás Maduro, rappresenta un significativo arretramento per la strategia geopolitica del Cremlino. Per anni, Mosca ha investito risorse diplomatiche, economiche e militari significative nel sostenere Caracas, vedendola come un baluardo contro l'egemonia statunitense nell'emisfero occidentale. Questa alleanza, basata sulla vendita di armamenti, prestiti energetici e supporto politico presso le Nazioni Unite, era intesa a proiettare la potenza russa ben oltre i suoi confini tradizionali. La fragilità intrinseca di un regime sostenuto prevalentemente con la forza e privo di legittimità popolare, tuttavia, ha reso questo investimento estremamente vulnerabile alle pressioni esterne e alle dinamiche interne. La possibile perdita di Maduro non è solo la caduta di un alleato, ma la smentita della capacità di Mosca di proteggere i suoi investimenti strategici in aree considerate cruciali per la sua narrativa di grande potenza secondo analisti internazionali. L'impatto di questa potenziale disfatta si estende oltre la mera perdita di un punto d'appoggio sudamericano. Mosca aveva cercato di replicare, in chiave moderna, le sue storiche sfere di influenza, utilizzando il Venezuela come leva per destabilizzare la politica estera americana. La narrazione del Cremlino, che dipinge l'Occidente come un attore unilaterale pronto a violare il diritto internazionale per i propri fini, trova un contrappunto amaro quando i suoi stessi alleati più stretti si rivelano incapaci di resistere a pressioni coordinate. Sebbene la Russia abbia abilmente utilizzato la Siria come teatro per dimostrare la propria resilienza militare, il Venezuela rappresenta un fallimento di natura più politica e diplomatica, dove la capacità di Mosca di influenzare gli esiti finali si è rivelata insufficiente di fronte a una strategia statunitense più coesa, anche se controversa nelle sue modalità operative.

La Lezione del "Might is Right" Rovesciata

Il contesto in cui si inserisce il Venezuela è emblematico del dibattito globale sul primato della forza sul diritto internazionale. Mosca ha a lungo promosso una visione del mondo multipolare dove le sfere di influenza sono definite dalla capacità di esercitare il potere, un principio che ha applicato in Cecenia, Georgia e Ucraina. L'idea che la forza prevalga sul diritto, il cosiddetto "might is right", è stata implicitamente legittimata da interventi internazionali percepiti come ambigui o deboli. Tuttavia, la situazione venezuelana mostra un paradosso: sebbene l'azione di attori esterni possa apparire come un'imposizione di forza, la caduta di Maduro, se avvenisse, sarebbe il risultato della debolezza strutturale del regime stesso, non solo della pressione esterna. La Russia, che ha costruito gran parte della sua credibilità internazionale sulla capacità di sfidare l'ordine liberale, si trova ora a dover gestire la sconfitta di un regime che essa stessa aveva contribuito a rendere impermeabile alle critiche internazionali. Questo scenario costringe il Cremlino a ricalibrare le proprie aspettative sulla proiezione di potenza in contesti lontani. La distanza geografica, unita alla dipendenza economica del Venezuela da risorse che Mosca non può sostenere indefinitamente senza un ritorno economico tangibile, ha limitato la profondità dell'intervento russo. A differenza della Siria, dove la presenza militare diretta era fattibile e strategicamente cruciale per gli interessi energetici e di sicurezza russi, il Venezuela richiedeva un supporto prevalentemente finanziario e diplomatico, meno incisivo nel breve termine. Come sottolineato da alcuni osservatori, la capacità di Mosca di sostenere i suoi alleati è direttamente proporzionale alla loro vicinanza geografica e all'importanza strategica immediata come evidenziato da recenti studi di sicurezza.

Conseguenze a Lungo Termine per la Credibilità del Cremlino

La potenziale perdita del Venezuela non è solo una battuta d'arresto tattica; essa incide profondamente sulla percezione della credibilità e dell'affidabilità della Russia come partner strategico globale. Altri stati che potrebbero essere tentati di allinearsi con Mosca per ottenere protezione contro l'influenza occidentale, osservano attentamente l'esito in Sud America. Se la Russia non riesce a garantire la sopravvivenza politica di un alleato chiave, nonostante gli ingenti impegni, il messaggio inviato è che l'ombrello protettivo del Cremlino ha dei limiti ben definiti, soprattutto quando si scontra con una determinazione prolungata da parte degli Stati Uniti. Questo indebolisce la capacità russa di attrarre nuovi partner o di mantenere saldi quelli esistenti in regioni sensibili. Inoltre, la sconfitta strategica in Venezuela distoglie risorse e attenzione da altri fronti dove Mosca è attivamente impegnata, come l'Ucraina o l'Africa. La necessità di gestire le ripercussioni politiche ed economiche di un Venezuela post-Maduro richiederà tempo e capitale diplomatico che potrebbero essere impiegati altrove. La narrazione del Cremlino sulla sua ascesa inarrestabile come potenza globale subisce un colpo significativo, costringendo Mosca a concentrarsi maggiormente sulla difesa dei propri confini e delle sfere di influenza più prossime, piuttosto che sull'espansione aggressiva in aree periferiche. Questo ridimensionamento forzato delle ambizioni globali è forse la vera sconfitta strategica inflitta a Putin in questo teatro sudamericano secondo le ultime analisi di policy.

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