Un guasto tecnico al sistema di avvicinamento strumentale Enav, combinato con fitta nebbia, ha paralizzato l'aeroporto di Orio al Serio nella serata di sabato 3 gennaio 2026. Migliaia di passeggeri hanno passato la notte nello scalo, con decine di voli cancellati, dirottati e ritardati. Sacbo ha attivato piani di assistenza e il problema è stato risolto a mezzanotte.
Il guasto che ha fermato tutto
L'aeroporto di Orio al Serio, uno dei principali hub low-cost in Italia, è piombato nel caos sabato sera a causa di un guasto tecnico al sistema di avvicinamento strumentale gestito da Enav. Il problema si è manifestato poco prima delle 18, bloccando i primi voli in arrivo e in partenza. Questa avaria, che compromette la guida precisa degli aerei durante le fasi di atterraggio, ha reso impossibile operare in sicurezza, specialmente con le condizioni meteorologiche avverse. Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco, ha immediatamente monitorato la situazione, confermando che il malfunzionamento ha colpito duramente il traffico aereo in un momento di alto volume, legato al ponte della Befana.
La nebbia fitta ha aggravato il disguido, riducendo drasticamente la visibilità in pista e imponendo procedure di emergenza. Secondo le fonti, il sistema di avvicinamento ILS (Instrument Landing System), essenziale per atterraggi in bassa visibilità, ha smesso di funzionare, costringendo i controllori di volo a sospendere le operazioni. Questo ha creato una catena di ritardi che si è estesa per ore, con l'aeroporto paralizzato dalla tarda serata. I passeggeri, in gran parte diretti verso destinazioni europee con compagnie come Ryanair, si sono trovati intrappolati senza preavviso, trasformando una routine serale in un'odissea notturna. Enav ha lavorato senza sosta per isolare e risolvere il difetto hardware o software alla base del problema.
Il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, ha sottolineato l'importanza del coordinamento con Enav per il rapido intervento. Le autorità aeroportuali hanno attivato protocolli standard per guasti tecnici, inclusa la deviazione del traffico su altri scali vicini come Malpensa o Linate. Nonostante la risoluzione rapida, l'incidente evidenzia le vulnerabilità dei sistemi di navigazione aerea, che dipendono da tecnologie complesse e sensibili a fattori esterni come il clima. Questo evento non è isolato, ma ricorda precedenti disagi in altri aeroporti italiani dovuti a simili anomalie.
Voli cancellati, dirottati e ritardi epocali
I numeri del disastro sono impressionanti: su decine di voli programmati, 34 arrivi sono stati dirottati su aeroporti alternativi, 21 cancellati del tutto e 8 ritardati con riprogrammazione per domenica mattina. In totale, 63 operazioni in arrivo hanno subito modifiche, mentre per le partenze il bilancio è di 26 cancellazioni, 6 voli operati da altri scali e 7 rinviati. Un volo per Manchester, previsto alle 23 di sabato, è slittato alle 19 di domenica, con passeggeri bloccati per oltre 24 ore.
Questa cascata di interruzioni ha colpito migliaia di viaggiatori, molti dei quali in transito per le festività. Le compagnie aeree hanno dovuto gestire il sovraccarico, riorganizzando slot e destinazioni in un contesto di alta domanda. I dirottamenti hanno disperso i bagagli e complicato i ricongiungimenti, mentre le cancellazioni hanno lasciato centinaia di persone senza alternative immediate. Sacbo ha riportato che la riduzione della capacità operativa, unita alla nebbia, ha impedito qualsiasi ripresa fino alla mezzanotte, quando il guasto è stato definitivamente risolto.
Esempi concreti includono voli da destinazioni europee che, invece di atterrare a Orio, sono stati reindirizzati verso Milano o Verona, allungando i tempi di viaggio di ore. I ritardi cumulativi hanno generato un effetto domino, con partenze bloccate in attesa di arrivi. Questo scenario è tipico di hub come Orio al Serio, che gestisce oltre 13 milioni di passeggeri annui, rendendo ogni intoppo amplificato. Le statistiche confermano che tali eventi, pur rari, impattano sproporzionatamente sui voli low-cost ad alta frequenza.
Passeggeri in ostaggio: la notte all'aeroporto
Migliaia di persone hanno trascorso la notte nell'aerostazione, trasformata in un improvvisato rifugio. Sacbo ha attivato il piano di assistenza immediato, fornendo acqua, snack e informazioni continue. La Protezione Civile di Dalmine è intervenuta con brandine, coperte e supporto prioritario per bambini, anziani e disabili, gestendo la permanenza di centinaia di bloccati. Alcuni passeggeri hanno optato per trasferimenti verso casa o altri aeroporti, facilitati dal personale.
Le tensioni sono salite con l'avanzare della notte: code infinite ai banchi assistenza, comunicazioni via altoparlanti e schermi aggiornati in tempo reale. Famiglie con bimbi piccoli e viaggiatori stanchi hanno descritto scene di confusione, ma anche di solidarietà tra passeggeri. Il sovraffollamento ha testato le capacità dello scalo, progettato per flussi rapidi ma non per soste prolungate. Sacbo ha ringraziato il personale per la professionalità, che ha evitato situazioni più critiche.
Per chi ha scelto di rimanere, l'aerostazione è diventata un dormitorio improvvisato, con luci accese e annunci periodici. Questa esperienza ha evidenziato la resilienza dei viaggiatori, ma anche la necessità di piani di contingenza più robusti. Molti hanno condiviso storie sui social, amplificando la visibilità dell'evento e spingendo le compagnie a offrire rimborsi o riprotezioni rapide.
Risoluzione e lezioni per il futuro
Il guasto è stato risolto intorno alla mezzanotte, permettendo un graduale ritorno alla normalità. Sacbo ha confermato che, con il ripristino del sistema di avvicinamento Enav, i voli hanno ripreso a operare, anche se con ritardi residui da smaltire. La nebbia si è dissipata, favorendo la ripresa, ma l'aeroporto ha dovuto recuperare l'arretrato del giorno dopo.
Giovanni Sanga ha espresso scuse pubbliche ai passeggeri, lodando la collaborazione con Enav e la Protezione Civile. L'incidente, durato circa sei ore, non ha causato incidenti ma ha esposto criticità nei sistemi di backup. Le indagini interne valuteranno se il guasto derivi da manutenzione o fattori esterni, mentre i passeggeri interessati possono richiedere compensi ai sensi del Regolamento UE 261/2004 per ritardi oltre tre ore.
Eventi come questo sottolineano l'importanza di investimenti in tecnologie ridondanti e formazione del personale. Orio al Serio, crocevia per low-cost, beneficia di una gestione proattiva che ha limitato i danni. Per il futuro, maggiore integrazione tra Enav e gestori aeroportuali potrebbe prevenire ricorrenze, garantendo sicurezza e puntualità in un settore sempre più trafficato.
