L'Epifania 2026 porta un'ondata di freddo polare sul Friuli Venezia Giulia
L'arrivo della Bora Scura e il calo termico
La <strong>bora scura</strong>, vento gelido catabatico tipico del Friuli Venezia Giulia, sta per intensificarsi sulla costa triestina. Secondo le analisi dell'Osmer, già domenica 4 gennaio il Borino si trasformerà in bora sostenuta, con raffiche che renderanno l'aria pungente. Questo fenomeno, originato dall'aria fredda che scende dalle Alpi Carniche, provocherà un brusco calo delle temperature a partire da martedì 6 gennaio, con valori attorno allo zero anche in pianura. Le condizioni saranno aggravate da un ciclone mediterraneo che favorirà precipitazioni diffuse, trasformando l'atmosfera in un quadro pienamente invernale.
Il primo weekend del 2026 è stato segnato da un peggioramento meteo generale in Italia, ma sul Friuli Venezia Giulia l'attenzione si concentra sull'Epifania. Le fonti confermano che il vento inizierà a soffiare con forza domenica, preparando il terreno per l'ingresso di masse d'aria artica. A Trieste, la bora forte sarà protagonista, con possibili nevicate deboli sui monti, limitate a 10-20 cm nei punti più esposti. Questo scenario deriva dallo scontro tra aria umida nordafricana e correnti polari, come riportato da vari bollettini meteorologici affidabili.
Le temperature scenderanno rapidamente: da valori miti dei primi giorni di gennaio a sotto lo zero martedì mattina. La <strong>bora scura</strong> renderà la sensazione termica ancora più rigida, con rischio di ghiaccio sulle strade costiere. Esperti sottolineano che il fenomeno persisterà almeno fino a mercoledì 7 gennaio, mantenendo un clima ostile per le festività.
