Ramazzotti sotto accusa: il vicino lo denuncia per i lavori a CityLife

Pubblicato: 28/12/2025, 17:36:585 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Ramazzotti sotto accusa: il vicino lo denuncia per i lavori a CityLife
Contenzioso da 200.000€ tra il cantautore e un residente per presunti danni da ristrutturazione

Una controversia civile che ha attirato l'attenzione dei media riguarda Eros Ramazzotti e un vicino di casa di CityLife, a Milano: il proprietario dell'appartamento sottostante chiede un risarcimento di circa 200.000 euro sostenendo che i lavori nell'alloggio del cantante abbiano provocato crolli e danni strutturali. L'articolo ricostruisce i fatti noti, le posizioni delle parti, gli aspetti tecnici e legali rilevanti e le possibili evoluzioni del contenzioso, riportando le fonti giornalistiche e i riferimenti utili.

I fatti: cosa è successo e come è iniziata la disputa

La controversia ha origine dopo l'acquisto, nell'autunno 2024, da parte di Eros Ramazzotti di un appartamento a CityLife, Milano, e l'avvio immediato di lavori di ristrutturazione che, secondo il vicino che ha denunciato l'artista, avrebbero provocato danni al suo alloggio sottostante; il vicino ha dichiarato che le opere sarebbero state così invasive da causare il distacco del soffitto e altri cedimenti, motivo per cui ha chiesto un risarcimento di circa 200.000 euro (Il Fatto Quotidiano).

Secondo la ricostruzione fornita dagli avvocati del denunciante, i lavori hanno incluso la demolizione di tramezzi interni, la rimozione di pavimenti e massetti e l'uso intensivo di martelli pneumatici con conseguenti vibrazioni e immissioni sonore rilevanti; in un verbale della Polizia locale e dei Vigili del fuoco si segnala che la rimozione del pavimento al piano superiore «potrebbe essere stata la causa del distacco del soffitto dell'appartamento sottostante (Corriere della Sera).

La vicenda è stata segnalata alle autorità già nei giorni immediatamente successivi al cedimento e a gennaio 2025, secondo le cronache, è stato formalmente contestato a Ramazzotti e all'impresa appaltatrice il nesso tra lavori e danni, avviando così un contenzioso civile che contempla richieste di accertamenti tecnici e perizie per valutare responsabilità e entità del danno (La Nuova Sardegna).

Le posizioni delle parti: accuse e difese

Il vicino denunciante, identificato dalla stampa come Paolo Rossi, ha incaricato legali che hanno descritto gli interventi come «devastanti, chiedendo il risarcimento dei danni stimati in circa 200.000 euro e sostenendo che la gravità delle opere abbia reso inagibile parte dell'immobile sottostante; la narrativa delle parti lese evidenzia elementi quali il rapido uso di martelli pneumatici e il mancato rispetto delle cautele che avrebbero dovuto interrompere i lavori dopo i primi segni di cedimento (Adnkronos).

La difesa di Ramazzotti, tramite il suo avvocato e il management, ha replicato definendo la perizia depositata dalla controparte «generica e non riscontrabile, sostenendo che la versione pubblicata sui media sarebbe «incompleta e fuorviante e che le valutazioni tecniche dovranno essere svolte da consulenti nominati nei procedimenti competenti prima di trarre conclusioni sulla responsabilità e sulla quantificazione del danno (Virgilio/agenzia).

Le parti hanno quindi adottato due strategie opposte: da un lato la richiesta di risarcimento e l'invocazione di interventi urgenti per mettere in sicurezza l'immobile danneggiato, dall'altro la richiesta di verifiche tecniche indipendenti e la contestazione delle stime economiche, ponendo al centro della disputa la verifica del nesso causale tra i lavori eseguiti e i danni denunciati, che sarà oggetto di perizie tecniche e, se necessario, di decisione giudiziale (Fanpage).

Aspetti tecnici e perizie: come si accerta la responsabilità

In controversie come questa la prova tecnica assume un ruolo centrale: la nomina di consulenti tecnici d'ufficio (CTU) o di parte serve a verificare lo stato dell'immobile, la natura dei lavori, il rispetto delle norme edilizie e il nesso causale tra le opere e i danni riscontrati; i rapporti dei Vigili del fuoco e delle forze di polizia, insieme alle perizie strutturali, costituiscono elementi probatori fondamentali per stabilire se le lavorazioni abbiano effettivamente causato cedimenti o se sussistano difetti preesistenti (La Nuova Sardegna).

Gli aspetti tecnici da valutare comprendono: la metodologia di demolizione adottata, l'entità delle vibrazioni trasmesse (misurabili con strumenti specifici), la presenza o meno di elementi strutturali portanti interessati dai lavori, e l'eventuale inosservanza delle prescrizioni di sicurezza e dei limiti di rumorosità e vibrazione imposti dalle normative comunali e contrattuali; per stabilire il danno occorre anche quantificare il costo delle ripristinazioni e degli eventuali danni indiretti, come la temporanea inagibilità dell'immobile (Corriere della Sera).

Dal punto di vista procedurale, il giudice può disporre un accertamento tecnico preventivo (ATP) o nominare un CTU nel corso del processo ordinario: tali consulenze tecniche mirano a ricostruire la dinamica dei fatti, a stabilire le responsabilità e a fornire una stima economica del danno, elementi che orienteranno la decisione sulla condanna al risarcimento o, in alternativa, sull'assoluzione dalle pretese avanzate dalla parte attrice (Il Fatto Quotidiano).

Possibili sviluppi e implicazioni pratiche per chi vive in condomìnio

Il caso evidenzia come lavori privati possano avere conseguenze che travalicano l'interesse del singolo proprietario, coinvolgendo vicini e l'amministrazione condominiale: la corretta comunicazione, la nomina di un direttore dei lavori qualificato e l'adozione di misure di sicurezza possono ridurre il rischio di contenziosi, così come l'obbligo di attivare prontamente verifiche tecniche in caso di segnalazioni di danneggiamenti da parte dei vicini (Adnkronos).

Per i residenti in edifici a più piani, il caso sottolinea l'importanza di conoscere diritti e doveri: la normativa civile stabilisce che chi esegue opere che causano danni ad altri è responsabile e può essere condannato al risarcimento se sussiste il nesso di causalità; allo stesso tempo, la valutazione tecnico-legale è spesso complessa e richiede perizie indipendenti prima di riconoscere automaticamente la responsabilità dell'esecutore dei lavori (Corriere della Sera).

Infine, dal punto di vista pratico, il procedimento potrà concludersi con un accordo extragiudiziale che preveda riparazioni e indennizzi, oppure con una pronuncia giudiziale che chiarisca le responsabilità e i relativi importi: in entrambi i casi, le perizie tecniche e i documenti ufficiali rilasciati dalle autorità intervenute (come verbali dei Vigili del fuoco) saranno determinanti per l'esito, e la vicenda resta sotto osservazione da parte della stampa locale e nazionale (Fanpage).

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