La Camera dei Rappresentanti statunitense ha respinto due risoluzioni democratiche volte a impedire operazioni militari non autorizzate contro il Venezuela
Il voto decisivo alla Camera
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha respinto due risoluzioni promosse dai democratici per limitare le azioni militari dell'amministrazione Trump contro il Venezuela. La prima misura, mirata a proibire ostilità contro gruppi terroristici designati dal presidente nel emisfero occidentale senza approvazione congressuale, è fallita con 210 voti a favore e 216 contrari. Due repubblicani hanno rotto i ranghi votando sì, mentre due democratici si sono opposti, rivelando crepe nel fronte partitico su questioni di sicurezza nazionale.
La seconda risoluzione richiedeva il ritiro delle forze armate USA da operazioni in o contro il Venezuela senza esplicita autorizzazione del Congresso, sconfitta per 211-213. Tra i repubblicani che hanno sostenuto la proposta spiccano i nomi di Marjorie Taylor Greene, Thomas Massie e Don Bacon, un segnale di dissenso interno al partito di maggioranza. Questo voto riflette tensioni crescenti su come bilanciare poteri esecutivi e legislativi in materia di guerra.
Questi esiti seguono tentativi simili al Senato, anch'essi falliti, invocando la War Powers Resolution. Critici bipartisan mettono in dubbio se le operazioni, giustificate come lotta al narcotraffico, rispettino leggi USA e internazionali, alimentando dibattiti su strategie estere.
