Mercato ignora il rifiuto: Azioni Juve vicine al prezzo di offerta

Pubblicato: 16/12/2025, 11:21:425 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Mercato ignora il rifiuto: Azioni Juve vicine al prezzo di offerta

La Sorprendente Reazione di Piazza Affari al "No" di Elkann

Il panorama finanziario italiano ha assistito a una dinamica di mercato decisamente in controtendenza in seguito alla recente proposta di acquisizione rivolta alla Juventus Football Club. Nonostante il netto e rapido rifiuto espresso da John Elkann, figura chiave della holding che controlla il club, gli investitori hanno scelto di scommettere sul valore potenziale dell'offerta, ignorando di fatto la dichiarazione ufficiale di non vendibilità dell'asset. Venerdì scorso, in chiusura delle contrattazioni a Piazza Affari, la proposta avanzata da Tether, il colosso delle criptovalute rappresentato da Paolo Ardoino e Giancarlo Devasini, aveva fissato un prezzo con un premio significativo, sfiorando il 20,74% rispetto alle quotazioni precedenti. La risposta del mercato è stata immediata e vigorosa. Le azioni della società bianconera hanno aperto la seduta successiva con un balzo superiore all'8%, segnalando una forte convinzione tra gli operatori che la trattativa possa ancora evolvere in qualcosa di concreto. Questo scetticismo verso la posizione ufficiale è un fenomeno degno di nota nel contesto delle operazioni di M&A sportive, dove le dichiarazioni dei vertici aziendali solitamente dettano la direzione del titolo. L'andamento ha visto il prezzo delle azioni avvicinarsi progressivamente alla soglia dei 2,66 euro, cifra indicata come potenziale prezzo d'acquisto nella missiva di Tether.

Il Titolo Raggiunge Quasi la Parità con la Proposta

A fine giornata, il guadagno percentuale per gli azionisti si è attestato a un robusto 18,5%, portando il valore del titolo a 2,60 euro. Questo dato è cruciale: significa che il mercato sta prezzando la Juventus a un livello estremamente prossimo al valore implicito nell'offerta respinta. Il messaggio che emerge è che il "no" non è percepito come definitivo, ma piuttosto come una mossa negoziale o, nel migliore dei casi, una sottovalutazione del prezzo richiesto da potenziali acquirenti. L'entità del rialzo suggerisce che una parte significativa del mercato crede che la distanza tra il prezzo attuale e quello offerto sia ormai colmabile, sia attraverso una revisione dell'offerta stessa, sia attraverso una successiva pressione sul management. Questa situazione è analizzata con attenzione da diversi osservatori finanziari. Ad esempio, le analisi riportate da testate specializzate in finanza sportiva, come quelle consultabili sul portale di Il Sole 24 Ore Radiocor, evidenziavano come la volatilità del titolo riflettesse l'incertezza tra la linea dura della proprietà attuale e l'aggressività del potenziale acquirente. La persistenza di questo interesse, nonostante il diniego, alimenta la speculazione su possibili sviluppi futuri, inclusa l'eventualità che altri attori finanziari possano entrare in gioco, rafforzando la pressione sul club.

Voci di Altri Interessati e il Fattore Geopolitico

L'eco del tentativo di acquisizione non si è spenta con il rifiuto, alimentata da un continuo flusso di indiscrezioni che mantengono alta la temperatura speculativa. Durante il fine settimana, sono emerse voci che indicavano l'interesse di altri soggetti finanziari di peso, tra cui si è parlato con insistenza del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman. Questa tesi trova un certo fondamento nel fatto che il fondo sovrano dell'Arabia Saudita (PIF) detiene già partecipazioni in altri asset mediatici italiani, come Antenna, suggerendo un interesse strategico nel panorama mediatico e sportivo italiano. L'eventuale ingresso di un attore con la potenza di fuoco del fondo saudita renderebbe la posizione di Elkann ancora più complessa da mantenere nel lungo periodo, specialmente se il prezzo offerto dovesse essere ulteriormente incrementato. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'interesse di fondi sovrani in club calcistici europei è una tendenza consolidata, spesso guidata da strategie di soft power e diversificazione degli investimenti, rendendo la Juventus un obiettivo di alto profilo. La presenza di più contendenti, reali o percepiti, agisce come un moltiplicatore di valore percepito sul titolo, indipendentemente dalle dichiarazioni ufficiali.

Implicazioni per il Futuro e la Strategia di Mercato

Il mercato sta essenzialmente scommettendo su una "corsa al rialzo" potenziale. Sebbene la proprietà attuale abbia espresso la volontà di mantenere il controllo, la valutazione che il mercato attribuisce ora al club è significativamente più alta rispetto al periodo pre-offerta. Questo scenario pone la dirigenza di fronte a un bivio: ignorare completamente l'interesse e rischiare di vedere il titolo oscillare in base alle speculazioni, oppure considerare che il valore attuale riflette una "fair value" potenziale in caso di cessione. La resilienza del titolo, che ha assorbito il rifiuto come un semplice intoppo temporaneo, suggerisce una profonda sfiducia nella narrativa del "non vendibile". Analisti di Borsa Italiana* hanno sottolineato come, in assenza di comunicazioni aziendali forti e convincenti che giustifichino il divario tra il prezzo di mercato e il prezzo offerto, la speculazione continuerà a dominare le contrattazioni. _L'attesa ora è per il prossimo passo formale, che sia un rilancio da parte di Tether o l'ingresso ufficiale di un nuovo pretendente, capace di trasformare la speculazione in una realtà di mercato tangibile.

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