La proposta di legge e le sue motivazioni
La deputata di Forza Italia, Marta Fascina, ha recentemente presentato una proposta di legge destinata a suscitare un acceso dibattito: l'abbassamento dell'età minima per l'imputabilità penale a 13 anni. L'iniziativa, come spiegato dalla stessa Fascina in una nota, nasce dalla crescente preoccupazione per il dilagare di reati, spesso violenti, commessi da minori di 14 anni, un fenomeno che, secondo la deputata, richiede un intervento strutturale e immediato. La proposta mira a contrastare l'utilizzo di giovanissimi da parte di organizzazioni criminali, che approfittano dell'attuale sistema legislativo per impiegarli in attività illecite, consapevoli dell'impunità di fatto. L'obiettivo dichiarato è quello di creare un "argine" contro la delinquenza minorile, considerata una vera e propria emergenza sociale. Fascina sottolinea come la proposta raccolga le istanze provenienti dal mondo della giustizia penale, evidenziando la necessità di allineare l'ordinamento italiano a quello di molti altri Paesi occidentali, dove l'età di imputabilità è inferiore. La deputata precisa che la proposta non intende eliminare le garanzie per i minori, ma prevede comunque il rispetto del principio fondamentale della verifica della capacità di intendere e di volere, che dovrà essere condotta caso per caso.
Le reazioni e le critiche al provvedimento
La proposta di Marta Fascina ha immediatamente acceso il dibattito politico e sociale. Da un lato, si sono levate voci a favore, che sottolineano la necessità di dare una risposta concreta alla crescente criminalità minorile e di proteggere le vittime di reati commessi da giovanissimi. Dall'altro, sono state espresse forti critiche, soprattutto da parte di esperti di diritto minorile e di psicologi, che mettono in guardia contro i rischi di un approccio eccessivamente punitivo e sottolineano l'importanza di interventi di prevenzione e di recupero. Secondo Franco Prina, professore emerito di Pedagogia all'Università di Milano-Bicocca, l'abbassamento dell'età di imputabilità rischia di penalizzare ulteriormente i minori provenienti da contesti sociali difficili, senza affrontare le cause profonde della devianza minorile. Prina, in diverse pubblicazioni, ha evidenziato come la povertà educativa, la mancanza di opportunità e l'influenza di ambienti criminali siano fattori determinanti nella commissione di reati da parte dei minori.
Il confronto con altri sistemi giuridici
Uno degli argomenti a sostegno della proposta di Fascina è il confronto con altri sistemi giuridici occidentali. In molti Paesi europei, l'età di imputabilità è inferiore ai 14 anni. Ad esempio, in Inghilterra e in Galles è di 10 anni, mentre in Scozia è di 12. Tuttavia, è importante sottolineare che questi Paesi prevedono anche sistemi di giustizia minorile altamente specializzati, con misure alternative alla detenzione e programmi di riabilitazione mirati. Giovanni Maria Flick, ex Presidente della Corte Costituzionale, in un suo intervento sul tema, ha sottolineato come il confronto con altri ordinamenti debba tenere conto delle specificità del contesto italiano, caratterizzato da un sistema di giustizia minorile già sovraccarico e da servizi sociali spesso insufficienti. Flick ha invitato a riflettere sulla necessità di investire maggiormente nella prevenzione e nel recupero dei minori a rischio, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull'aspetto punitivo.
Le possibili conseguenze e le alternative
L'approvazione della proposta di legge di Marta Fascina potrebbe avere conseguenze significative sul sistema di giustizia minorile italiano. Da un lato, potrebbe portare a un aumento del numero di minori processati e condannati, con il rischio di sovraffollamento degli istituti penali minorili. Dall'altro, potrebbe avere un effetto deterrente sulla commissione di reati da parte dei minori, soprattutto se accompagnata da un rafforzamento dei controlli e delle attività di prevenzione. Tuttavia, molti esperti ritengono che esistano alternative più efficaci per affrontare il problema della delinquenza minorile. Tra queste, si segnalano il potenziamento dei servizi sociali, l'offerta di opportunità educative e formative, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la promozione di programmi di mediazione e di giustizia riparativa. Questi interventi, pur richiedendo investimenti significativi, potrebbero portare a risultati più duraturi e a una riduzione della recidiva.
